La rapida trasformazione ormai inarrestabile avviata da quella che viene comunemente definita come l’Information Age (l’età dell’informazione diffusa e accessibile a tutti) ha cambiato il modo di fare business, sia dal punto di vista operativo sia per quanto riguarda i modelli strategici aziendali. Nuovi tool consentono l’accesso a conoscenza e insights che prima erano raggiungibili solo da grandi organizzazioni a fronte di investimenti economici e di risorse interne (in termini di asset e skill) non indifferenti.

Piattaforme integrate e semplificate per innovare IT e business

Cloud, analytics, mobile, piattaforme di social media e, più recentemente, IoT e Intelligenza Artificiale hanno permesso alle aziende di “collezionare” e analizzare una quantità di dati e informazioni impensabile solo fino a pochi anni fa. Ma queste tecnologie sono anche quelle che possono aiutare le PMI a “fare il salto” per poter competere in modo efficace con le aziende più grandi, a patto che si ragioni sul fronte dell’integrazione dei sistemi in piattaforme semplificate sia dal punto di vista della gestione che della loro evoluzione agile. Questo perché le sfide sono cresciute anche dal punto di vista tecnologico. Vediamo in che senso:

1) Cloud
I servizi cloud sono diventati un importante “equalizzatore” tra le aziende piccole e medie che non possono accedere alle risorse dei data-center on-premises come avviene invece nelle large enterprise. Le soluzioni cloud, di fatto, possono sia essere “consumate” come semplici servizi oppure essere sfruttate in una logica di Unified Platform con l’integrazione delle risorse all’interno delle infrastrutture IT on-premises già esistenti per costruire e modellare approcci tecnologici “personalizzati” in grado di incontrare le esigenze delle PMI, spesso realmente “uniche” nel senso di determinanti e caratterizzanti un business molto specifico.

2) Analytics
Analytics e tecnologie in-memory hanno avuto un’impennata significativa negli ultimi anni quali elementi tecnologici concreti nell’aiutare in real-time i decision maker. Il rovescio della medaglia è che, a fronte di una crescita esponenziale non solo della mole di dati ma delle “dipendenze” dei dipartimenti e delle organizzazioni dalle informazioni che ne derivano, il costo del downtime di questi sistemi è cresciuto altrettanto esponenzialmente mettendo a rischio le aziende (per molte realtà un downtime anche kinimo può tradursi in milioni di euro di perdite in produttività e reddittività).

3) Mobility
Le applicazioni mobile sono divenute un canale “popolare” non solo per comunicare con utenti e clienti ma anche per facilitare transazioni o fornire servizi. A titolo di esempio, secondo alcune recenti indagini di IBM, nel 2017 oltre la metà del digital commerce (nelle economie più mature) è stato generato dai mobile user. In realtà basta osservare quello che è avvenuto nel mondo dei pagamenti digitali e dei servizi bancari, oppure nell’ambito medico e sanitario, per comprendere la portata della mobility non solo dalla prospettiva degli end-user quanto da quella delle aziende che per poter sfruttare a pieno le potenzialità delle applicazioni e dei servizi mobile devono rivedere infrastrutture, architetture e piattaforme di sviluppo.

4) Social Media
Nell’immaginario comune le piattaforme di Social Media vengono associate al Marketing o ai tool consumer ma l’utilizzo di questi sistemi da parte delle aziende ha permesso di innalzare i livelli di collaboration all’interno delle organizzazioni (e quindi la produttività), nonché offerto alle aziende nuovi canali di interazione con i propri stakeholder aprendo quindi opportunità interessanti anche per la rivisitazione delle politiche di customer-care, help desk o, più in generale, per migliorare i servizi nell’ottica della soddisfazione degli utenti (non solo clienti, ma anche fornitori, impiegati, partner, ecc.).

5) IoT
Un esteso network iper-connesso di sensori, device e sistemi che forniscono un accesso automatizzato a dati, informazioni e “nuova conoscenza”. L’IoT sta decisamente scardinando le logiche di produzione, accesso e analisi dei dati aprendo strade di innovazione in svariati campi, dalla smart home al mondo industriale dello smart manufacturing, dal settore finanziario a quello agricolo… ma, ancora una volta, l’innovazione per le realtà medio-piccole deve necessariamente passare dall’utilizzo di sistemi integrati e semplificati che consentano alle aziende di trarre realmente i benefici attesi da queste nuove tendenze in atto senza “perdersi” nei meandri della complessità tecnologica.

6) Intelligenza Artificiale
L’ultima ondata tecnologica arriva dall’Intelligenza Artificiale e dai sistemi cognitivi che però potrebbero riportare alla luce il gap tra large enterprise (che dispongono di risorse e denaro per poter investire in questo tipo di soluzioni) e PMI (la cui mancanza principale spesso risiede nelle competenze). A colmare la distanza in realtà ci pensano API e servizi disponibili in cloud (Saas) la cui efficacia dipende tuttavia anche dai sistemi in-house che, come già accennato, devono tendere verso piattaforme integrate e semplificate già predisposte per cloud, open source e nuove tecnologie.

La risposta tecnologica

Piattaforme integrate e semplificate, è questo il “mantra tecnologico” cui devono affidarsi le PMI che concretamente desiderano abbracciare le innovazioni portate da cloud, analytics, mobility, social media, IoT e Intelligenza Artificiale. Aprire i sistemi business-critical a tecnologie nuove porta con sé inevitabili rischi e compromette quell’affidabilità e stabilità raggiunte spesso con sforzi non banali; l’approccio verso piattaforme integrate (come lo sono i sistemi IBM Power Systems) garantisce sicurezza, stabilità e affidabilità necessarie alle applicazioni mission-critical ma al contempo permettono di semplificare attraverso open source, API e cloud anche l’accesso e l’integrazione alle nuove risorse tecnologiche, indispensabili ormai per accelerare i percorsi di innovazione di business.

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Silvana Gornati
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